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Il Duemila di Mazara propone una mostra dedicata a Pietro Consagra

Mazara, 12.04.2018 - Una figura simbolo di Mazara è Pietro Consagra. Scultore che ha lasciato un ricordo indelebile in Italia, Europa, America. Un genio, vivendo a Roma, New York , Milano per metà e oltre del XX secolo. Eccellenza mondiale delle nuove forme della scultura. A Mazara del Vallo, sua città natale, dopo la sua scomparsa nel 2006 solo una targa nella passeggiata a mare di San Vito. Per Consagra si è fatto il contrario di quello che si sarebbe dovuto fare avverte l’istituto di ricerca Il Duemila. Ecco la storia di vicende inquietanti, di inceppamento della politica e della vita civile e culturale. Negli Anni Cinquanta Consagra donò a Mazara il gruppo statuario in Piazza Mokarta, oggetto di ammirazione e stupore, diventato un icona della città. Il grande storico d’arte Bernard Berenson che viveva a Firenze definì Piazza Mokarta “il più bel balcone sul Mediterraneo, per quel gruppo di statue, strani esseri viventi che sembrano emergere dall’azzurro mare”. Negli Anni Settanta, Consagra donò alla città natale il suo grande sogno, il progetto Facciata del Municipio che versava in stato di degrado. Progetto bocciato e messo da parte dall’amministrazione comunale. In controtendenza nel 2003 un segnale di novità dopo l’incontro a Milano con il sindaco di Mazara, Consagra decise di rielaborare il progetto della Facciata da anni sognata, arricchendola artisticamente e riportando l’altezza a quella del Semiario e Palazzo Vescovile. Pietro Consagra inviò a Mazara architetti del famoso studio milanese che aveva restaurato il Teatro La Scala, eseguiti i rilievi delle fondamenta della Facciata con il capo dell’ufficio tecnico comunale ing. Candela. La giunta municipale approvò e rese esecutivo il fantastico progetto di assoluto valore artistico, scultorio, architettonico pronto per l’appalto. Il modellino della Facciata venne esposto da Consagra a Parigi. Il giornale Le Figaro scrisse che gli italiani, in Sicilia, a Mazara del Vallo sono ritornati alle meraviglie del Rinascimento quando scultori come Bernini progettarono chiese, colonnati e palazzi reali. Per la costruzione del progetto della Facciata il Comune di Mazara riuscì ad ottenere il finanziamento della Regione Siciliana. Ma la vicenda su Consagra ritornò ad essere inquietante. La Sopraintendenza ai Beni Culturali di Trapani senza rilevare che il progetto era stato modificato rispetto al precedente, espresse con scarsa attenzione e superficialità parere negativo. Il governo municipale del Sindaco successivo non si adoperò per la revoca dell’annullamento da parte del Presidente della Regione. Pietro Consagra deluso e amareggiato volle essere sepolto a Gibellina che lo amava per il dono della celebre opera posta all’ingresso del Paese. Ai funerali notata l’assenza del Confalone del Comune di Mazara. La città del Belice di recente ha deciso di realizzare il Museo Pietro Consagra. Mostrando capacità di analisi culturale e creativa l’istituto di ricerca Il Duemila propone di puntare ad organizzare a Mazara la mostra a livello mondiale “Pietro Consagra” sponsorizzata da ENI, Saipem, proprietaria della Centrale di pressione del metano a Capo feto, in primis organizzata dal Comune. L’istituzione comunale chieda ed ottenga, collaborato da sponsor, a prestito garantito da polizza assicurativa, sculture ed opere di Consagra da musei, gallerie italiane, europee, statunitensi e collezioni private. La mostra Pietro Consagra sarà evento espositivo di interesse mondiale e farà la storia di Mazara, la città avrà prestigio presenze di studiosi e visitatori da tutto il mondo.

Comunicato stampa



 

 

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