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Il Duemila di Mazara sul mancato dragaggio del porto

Mazara, 10.07.2019 - Il paradosso del mancato dragaggio del porto canale grava da anni sulle potenzialità di sviluppo di Mazara, provoca effetto dannoso e preoccupante. Il porto canale è luogo ove ha preso vita l’esistenza della comunità e della storia di Mazara. La ricerca storica insegna che il porto – canale di Mazara fu strategico per Greci, romani, Cartaginesi, Arabi e Normanni, popoli che si alternarono nel dominio del Mediterraneo. Nella prima metà del secolo scorso la Società italiana lo collegava con il Nord Africa e Pantelleria. Di recente celebrato per il boom della pesca italiana e mediterranea e il brand mondiale del gambero rosso. Lo sconforto per la scomparsa del porto canale è grande e anche del Mazaro come vero fiume. E’ doveroso fornire nuovi elementi di valutazione per la possibile salvezza. Contribuisce a fornire una idea sul tema del mancato e ingiustificato dragaggio finanziato e appaltato. E’ la priorità della priorità. Non si può continuare la sceneggiata, irrilevante e controproducente su questa emergenza devastante. Coltivare scenari di un nuovo nubifragio che faciliti la soluzione appare atteggiamento gattopardesco. Non cambia realmente le cose. E’ opportuno anzi necessario se il progetto appaltato preveda due tempi nei lavori di scavo dei fondali, che il Comune di Mazara per avviare i lavori , assuma l’onore con ordinanza di somma urgenza. Senza l’invasione di campo della Regione e di altri istituzioni. L’amministrazione comunale con potere esclusivo, scelga il primo deposito dei fanghi del dragaggio. La Regione, nel secondo tempo, tolga i fanghi con immediatezza per il trasporto nella discarica autorizzata. Questo è il futuro che ci aspetta per non perdere l’identità e la storia di Mazara. Il Duemila spiega: “Non si costruisce nulla di bene comune se si perde la memoria del passato”. La città desidera un cuore, un’anima, una coscienza di se e con un vocabolario alla moda, la propria identità.

Comunicato stampa



 

 

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