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Operazione antimafia Pionica, ecco gli arrestati

Trapani, 13.03.2018 - Blitz antimafia dei carabinieri e della direzione investigativa antimafia stamattina all’alba in provincia di Trapani. Le forze dell’ordine avrebbero individuato e arrestato i capi delle famiglie mafiose di Salemi e Vita, nonché arrestato altri presunti fiancheggiatori del boss latitante Matteo Messina Denaro. L’operazione è stata denominata Pionica ed è stata eseguita da circa cento tra militari dell’arma del nucleo investigativo di Trapani e del Ros e da agenti della Dia. In totale, sono state 12 le persone raggiunte da altrettante ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip del tribunale di Palermo, su richiesta della locale direzione distrettuale antimafia. Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione e favoreggiamento, nonché fittizia intestazione di beni (tutti reati aggravati dalle modalità mafiose). Oltre agli arrestati figurano altri sei indagati a piede libero. L’operazione, si legge in un comunicato congiunto di carabinieri e Dia, “costituisce l’esito di un’articolata attività investigativa avviata nell’aprile 2014”, coordinata dal procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, e dall’aggiunto Paolo Guido, che ha consentito di cristallizzare una serie di condotte criminose poste in essere da esponenti delle famiglie mafiose di Vita e Salemi, ritenuti possibili favoreggiatori del latitante Messina Denaro”. A capo delle famiglie mafiosa di Vita e Salemi ci sarebbero, rispettivamente, il 59enne Salvatore Crimi e il 64enne Michele Gucciardi. In manette, tra gli altri, è finito anche l’imprenditore alcamese 62enne Vito Nicastri. Questi gli altri arrestati: il 58enne Melchiorre Leone; il 48enne Giuseppe Bellitti; il 55enne Gaspare Salvatore Gucciardi; il 57enne Vito Gucciardi; il 49enne Girolamo Scandariato; il 55enne Roberto Nicastri; il 66enne Ciro Gino Ficarotta; il 37enne Leonardo Ficarotta; il 38enne Paolo Vivirito. Gli arrestati, servendosi anche di professionisti nell’ambito di consulenze agricole e immobiliari, sarebbero riusciti, attraverso società di fatto riconducibili all’organizzazione mafiosa ma fittiziamente intestate a terzi, a realizzare notevoli investimenti in colture innovative per la produzione di legname, nonché in attività di ristorazione. Parte del denaro ricavato dagli investimenti, secondo gli inquirenti, sarebbe stato utilizzato per mantenere la latitanza di Messina Denaro. Nell’ambito dell’operazione Pionica, inoltre, sono stati sequestrati tre complessi aziendali, comprensivi dell’intero complesso immobiliare nonché dei relativi mezzi d’opera, fittiziamente intestate a terzi ma ritenuti strumento per il perseguimento dei fini economici dell’organizzazione criminale. Le società sequestrate sono la Agri Innovazioni (25% del capitale sociale), società per gli inquirenti riconducibile a Girolamo Scandariato, pregiudicato mafioso di Calatafimi, la Vieffe, società agricola riconducibile a imprenditori di San Giuseppe Jato vicini ad ambienti mafiosi locali, e la Aerre, società di proprietà della moglie di Crimi.(riproduzione riservata)



 

 

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