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Parco di Segesta, ecco il piano della Regione per valorizzarlo

Palermo, 03.07.2019 - Progettare il futuro attraverso le vestigia del passato, tutelare e valorizzare un bene con le sue raccolte, assicurandone e promuovendone la pubblica fruizione. Ma soprattutto un obiettivo ambizioso: passare dai circa 635mila visitatori in due anni a un milione. E’ stato presentato, questa mattina, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans, dal presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, il programma di attività previste per una definitiva azione di rilancio del Parco archeologico di Segesta. «E' l'inizio - sottolinea il governatore Musumeci - di una nuova visione della Regione per la valorizzazione del grande patrimonio dei siti archeologici dell’Isola che vanno tutelati, conosciuti e fruiti. Oggi si avvia la fase 2 del Parco archeologico di Segesta, che avrà una gestione autonoma amministrativa e finanziaria, sempre sotto il controllo e la vigilanza della Regione. Questa fase è la più impegnativa perché bisogna procedere all'organizzazione, alla manutenzione dei beni architettonici, senza trascurare l'attività di studio e di ricerca che ha una ricaduta dal punto di vista scientifico e magari un po' meno dal punto di vista economico. Ma i beni archeologici devono diventare polo di attrazione per determinare una crescita del territorio. Abbiamo assicurato l'iniziale sostegno finanziario e, nei prossimi giorni, faremo un sopralluogo per renderci conto direttamente della situazione». Alla conferenza stampa erano presenti anche il dirigente generale del dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro e la direttrice del Parco, Rossella Giglio. «Il valore economico generato dal turismo culturale e paesaggistico in Italia nel 2018 - spiega Rossella Giglio - è di 21 miliardi di euro pari al 66 per cento della spesa totale dei viaggiatori internazionali. I beni culturali statali hanno un appeal molto più forte di quello che si pensa: con 229 milioni di euro e 55 milioni di visitatori nel 2018 registrano numeri in costante crescita e potenzialità che il comparto turistico del bel Paese non può sottovalutare. Abbiamo tra le priorità quella di portare avanti l’attività scientifica e divulgativa, anche con le scuole, università, licei artistici e musicali, conservatorio, il rapporto con i comuni limitrofi del territorio, dobbiamo insomma tutti prendere consapevolezza dell’utilizzo delle risorse del nostro patrimonio culturale». Nel dettaglio, sono 55 milioni i visitatori che nel 2018 hanno deciso di visitare i beni culturali statali (monumenti, musei, parchi archeologici ecc.), un interesse cresciuto in 5 anni del 44 per cento rispetto ai 38 milioni del 2013. Il trend positivo riguarda anche gli introiti che hanno registrato un incremento di +81 per cento nello stesso arco temporale: da oltre 126 milioni di euro nel 2013, si è passati agli oltre 229 milioni del 2018. Positiva anche la dinamica del 2018 sul 2017: +11 per cento i visitatori e +18 per cento gli introiti. Le aree archeologiche hanno generato quasi metà dei visitatori e a beneficiarne sono soprattutto i circuiti che generano la maggior parte degli introiti (Fonte Mibac). A margine dell’approvazione del Regolamento di organizzazione e contabilità del Parco e del bilancio di previsione 2019-2021, a firma del presidente della Regione è stato redatto un Programma generale di attività legate appunto alla gestione del struttura come la manutenzione ordinaria (viabilità carrabile-pedonale e trekking; pulizia e cura del paesaggio agrario - 150 ettari - e attività di prevenzione antincendio (lavori di diserbamento e fasce parafuoco) e straordinaria (punto biglietteria; restauro e consolidamento dei monumenti archeologici in luce); le opere architettoniche e urbanistiche (condotta di approvvigionamento idrico ed elettrico; aree attrezzate nel piazzale di ingresso per i visitatori e sosta di automezzi; ristrutturazione del grande complesso rurale “Case Barbaro” ad uso uffici, laboratori, servizi, accoglienza e spazi espositivi); l’attività di studio e ricerca archeologica (campagne di studi e restauri; rilievi e ricerche archeologiche nell’area della città ellenistico-romana (Acropoli nord, Agorà, Acropoli sud), dei santuari e luoghi sacri (Tempio, Santuario nell’area di Mango) e della città tardo-antica, araba e medievale. E ancora, la programmazione e progettazione europea di ricerca scientifica; promozione convegni, mostre nazionali e estere, gemellaggio con la città di Atene (Museo nazionale e Eforia, ministeri e ambasciate); la comunicazione integrata (edizione di pubblicazioni scientifiche e divulgative sull’area archeologica di Segesta; produzione di supporti digitali, di materiale informativo e didattico per i visitatori); infine, concessioni d’uso oneroso a tempo degli spazi demaniali per eventi speciali.

Comunicato stampa



 

 

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