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Pesca e fermo biologico. Attacco frontale del sindaco di Lampedusa alla marineria mazarese

Lampedusa, 05.09.2019 - Dura presa di posizione, oggi, da parte del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, sul fronte del fermo biologico, ovvero il riposo “forzato” al quale sottostanno i marinai siciliani per far rigenerare le specie ittiche nel Mediterraneo. Non tutti però rispetterebbero tale divieto e il primo cittadino lampedusano non le manda certo a dire. “Non solo i pescatori di Lampedusa vedono giornalmente invase le proprie acque territoriali dalla pesca ‘feroce’ posta in essere da numerose imbarcazioni tunisine, algerine, cipriote o di altre nazionalità, incuranti delle normative italiane e europee”, evidenzia Martello, “ma per di più in questi giorni di ‘fermo biologico’ necessario per ripristinare l’ambiente marino, sono costretti ad assistere allo sbarco del pescato nel proprio porto da parte di pescherecci provenienti dalle marinerie di Mazara del Vallo e Siracusa”. Una dura accusa, insomma, che il sindaco lampedusano lancia senza peli sulla lingua. Ma non solo. Martello va oltre e accusa anche di altro i marinai mazaresi e siracusani. “Molte di queste imbarcazioni”, aggiunge il sindaco, “sono autorizzate alla sola pesca del gambero, ma continuano a sbarcare ulteriori specie ittiche a titolo di ‘cattura accidentale’, come ad esempio le triglie, denotando un’attività che va oltre i limiti consentiti”. Ecco, allora, che Martello auspica un intervento urgente da parte delle competenti autorità locali e dell’assessore regionale per la pesca per verificare il rispetto del ‘fermo biologico’ anche da parte di pescherecci autorizzati alla sola pesca del gambero”.(riproduzione riservata)



 

 

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