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Pesca, la marineria mazarese si divide dopo accordo Libia-Federpesca

Mazara, 10.09.2019 - La marineria mazarese non ha mai “brillato” per compattezza d’intenti nei lunghi anni di storia che l’hanno resa in passato la prima marineria d’Italia. La storia della marineria mazarese è caratterizzata da contrasti, da differenze di veduta sul futuro della pesca e non a caso non c’è mai stata, per esempio, una sola associazione di armatori a rappresentare la categoria nei tavoli che contano. D’altronde, la marineria mazarese è sempre stata anche un notevole bacino di voti per la politica e questo ha certamente favorito la disaggregazione al suo interno. Non desta stupore, quindi, anche ciò che sta avvenendo in questi giorni a Mazara del Vallo, con alcuni pescherecci che finalmente potranno pescare tranquillamente nelle acque antistanti la Libia senza preoccuparsi che qualche unità libica arrivi e sequestri i natanti, come avviene quasi puntualmente da anni e anni. Una novità storica grazie all’accordo privato che l’associazione di categoria Federpesca guidata dal presidente Luigi Gianni ha siglato nelle settimane scorse con un agenzia di investimento legata all’autoproclamato Esercito nazionale libico del generale Khalifa Haftar. Un accordo che prevede, a quanto pare, la possibilità che 10 pescherecci mazaresi operino nelle acque antistanti la Cirenaica dietro il pagamento 10 mila euro al mese e 1 euro e 50 centesimi per ogni chilo di pesce pescato. Non entriamo nel merito dell’accordo, sulla sua natura e così via, ci penserà lo Stato eventualmente ad affrontare tale questione, ma quello che salta agli occhi è che per l’ennesima volta la marineria mazarese si spacca, si divide (e non poteva essere altrimenti in quest’occasione) tra coloro che usufruiranno di tale “agevolazione” dietro il pagamento di un lauto compenso e coloro, invece, che resteranno fuori. In pratica, una sorta di nuova “guerra del pesce” tutta interna alla marineria mazarese che si aggiunge alla più nota e vecchia “guerra del pesce” che ha caratterizzato il Mediterraneo e il Canale di Sicilia e che vede da sempre contrapposti i marinai siciliani e le autorità dei paesi nordafricani. Una nuova “guerra del pesce” che non fa sicuramente bene al settore ittico di Mazara e i cui sviluppi potrebbero ancor di più aggravare il già malmesso stato di salute della pesca nella città del Satiro.(riproduzione riservata)



 

 

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