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Rifiuti organici fuori dalla Sicilia, un salasso per il comune di Mazara

Mazara, 06.08.2019 - L’emergenza che da alcuni mesi, ormai, sta colpendo moltissimi comuni della Sicilia impossibilitati a conferire in appositi impianti la frazione organica dei rifiuti a Mazara del Vallo si è già trasformata, in parte, in un vero e proprio salasso che peserà nelle tasche di tutti i cittadini. La decisione del sindaco Salvatore Quinci di portare fuori dall’Isola l’organico ha, inevitabilmente, comportato la lievitazione dei costi di trasporto e conferimento dell’umido. Costi che, poi, verranno naturalmente coperti tramite la bollette da inviare agli utenti mazaresi per il pagamento della Tari. Come si ricorderà, con propria ordinanza del 21 maggio scorso il primo cittadino ha dato il via libera al trasporto oltre lo Stretto di Messina dei rifiuti organici e ha reiterato tale decisione con una ulteriore ordinanza, la cui validità scadrà il prossimo 20 agosto. In una prima fase, i rifiuti sono stati portati in Campania, presso un impianto della società Logistica, con la quale Palazzo dei Carmelitani ha stipulato un contratto di circa dieci giorni. Tra Mazara e Caserta, i rifiuti hanno fatto “tappa” presso la stazione di trasferenza di Alcamo. Emergenza in qualche modo risolta ma a un caro prezzo. Il conferimento di una tonnellata di rifiuti organici in Campani il comune di Mazara l’ha pagata ben 280 euro oltre Iva: per rendersi conto dell’aggravio dei costi, basti considerare che in Sicilia il costo varia da 100 euro a tonnellate a 150-160 euro a tonnellata. In pratica, per conferire i rifiuti in Campania e superare momentaneamente le criticità il comune mazarese ha impegnato circa 100 mila euro. E questo per i primi 10 giorni. Poi, l’emergenza non è rientrata poiché dalla Regione non sono arrivate indicazioni su dove scaricare i rifiuti organici, la Sicilfert ha riaperto per brevissimo tempo i battenti mentre il polo tecnologico di Castelvetrano non è ancora pronto. Ecco perché il comune ha dovuto stipulare altri contratti con altre aziende per portare ancora fuori dalla Sicilia l’umido nel frattempo prodotto in città. Il 20 agosto scadono gli effetti dell’ultima ordinanza firmata da Quinci, non resta che attendere pochi giorni per capire come intenderà muoversi ancora l’amministrazione comunale.(riproduzione riservata)



 

 

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