Il comune di Mazara dovrà risarcire 35 ex dipendenti precari, lo ha confermato la Cassazione

Il comune di Mazara dovrà risarcire 35 ex dipendenti precari, lo ha confermato la Cassazione

Si chiude una vicenda legale che era stata avviata dai lavoratori nel 2014

Nonostante da quasi un anno siano state completate le procedure di stabilizzazione per tutti i dipendenti a tempo determinato, al comune di Mazara del Vallo continuano a prodursi effetti derivanti dalla lunga stagione della precarietà che hanno vissuto decine e decine di lavoratori. Effetti prodotti, in questo caso, da una tenace azione legale avviata nel 2014 inizialmente da ben 51 ex precari che proprio in questi giorni è giunta all’epilogo con un esito sfavorevole a Palazzo dei Carmelitani. Con un’ordinanza pubblicata la settimana scorsa, infatti, la sesta sezione civile della Cassazione ha rigetto il ricorso presentato dal comune mazarese, per l’occasione difeso dall’avvocato Francesco Emanuele Muscolino, per chiedere la riforma della sentenza emessa in secondo grado dalla corte d’appello di Palermo nel dicembre 2017. Sentenza con la quale, come si ricorderà, i giudici del tribunale palermitano hanno sostanzialmente riconosciuto ai 51 ricorrenti il diritto a essere risarciti dal comune per il reiterato utilizzo dei contratti a termine. Ebbene, la Suprema corte ha confermato tale decisione riconoscendo ai ricorrenti (nel frattempo passati da 51 a 35) un risarcimento a testa pari a 12 mensilità dello stipendio. Insomma, una vera e propria tegola finanziaria per le casse del Comune mazarese e una vittoria su tutti i fronti per questi ex precari a distanza di 5 anni dall’avvio della causa. Una vicenda lunga e complessa caratterizzata anche da momenti di tensione, come quelli vissuti tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018, nei giorni immediatamente successivi alla sentenza della corte di appello e precedenti alla scadenza dei contratti di tutti gli ex precari. In quei giorni l’amministrazione comunale, di concerto con i sindacati, chiese ai 51 ricorrenti di mettere per iscritto la rinuncia a qualsiasi pretesa risarcitoria per poter procedere al rinnovo dei loro contratti per un altro anno nelle more della stabilizzazione, il cui iter era stato nel frattempo avviato. Tredici dei 51 ricorrenti accettarono e a loro venne prorogato il contratto, mentre ai 38 lavoratori che si rifiutarono il contratto non venne rinnovato. Pochi mesi dopo, però, gli stessi 38 vennero reintegrati sul lavoro a seguito della sentenza emessa dal tribunale di Marsala al quale si erano rivolti intentando una seconda causa contro il comune. Il resto è ormai storia: tutti i precari sono stati stabilizzati a fine 2019 ma adesso Palazzo dei Carmelitani dovrà risarcire i 35 che avevano avviato e proseguito fino in Cassazione  la causa iniziata nel 2014.(riproduzione riservata)