Si sono conclusi ieri sera, nella Parrocchia Santa Gemma Galgani di via Castelvetrano a Mazara del Vallo, i festeggiamenti in onore di San Carlo Acutis, celebrato per la prima volta come compatrono della comunità parrocchiale, a vent’anni dalla sua morte.
La solenne Celebrazione Eucaristica è stata presieduta dal Vescovo di Mazara del Vallo, monsignor Angelo Giurdanella, insieme al parroco don Franco Geraldo Caruso, a don Anthony Antyson e a don Daniele Donato, alla presenza della comunità parrocchiale di Cristo Re.
Ad aprire la celebrazione è stato il saluto di Vito Polessi, membro del Consiglio Pastorale, intervenuto in rappresentanza della segretaria Anna Maria Catalano, assente per motivi di salute. Nel suo intervento ha ricordato la proclamazione di San Carlo Acutis a compatrono, avvenuta lo scorso 8 marzo, esprimendo gratitudine al Vescovo per la costante vicinanza alla comunità e rivolgendo un pensiero al quarto anniversario del suo ministero episcopale, che ricorrerà giovedì. Non sono mancati il riferimento alla prossima visita pastorale e una particolare intenzione di preghiera per la salute di Papa Leone XIV. Il Vescovo, nel ringraziare, ha sottolineato la profondità e la sincerità del saluto, definendolo espressione di sentimenti «espressi col cuore».
Particolarmente intensa l’omelia di monsignor Giurdanella, che ha indicato nella vita di San Carlo Acutis e di Santa Gemma Galgani la testimonianza di una santità giovane, capace di rendere Dio ancora oggi attraente. «La vera longevità non sono gli anni, ma è la sapienza del cuore», ha ricordato il Vescovo, consegnando alla comunità due parole destinate a diventare un programma di vita cristiana: «Adorare e servire». Due atteggiamenti inseparabili, vissuti da Carlo attraverso l’amore per l’Eucaristia e l’attenzione concreta verso i fratelli.
Nel ringraziamento conclusivo, don Franco Geraldo Caruso ha espresso riconoscenza al Vescovo, al coro per l’animazione liturgica e all’intera comunità per la partecipazione alla novena e l’affetto verso i due santi compatroni. Ricordando il ventesimo anniversario della morte di Carlo, ha invitato tutti a riscoprire la bellezza di una fede autentica, capace di dare senso anche al dolore, sottolineando che il vero impegno cristiano non è soltanto scegliere Gesù, ma «essere di Gesù», come insegnava Santa Gemma.
A suggellare i festeggiamenti sono state le parole finali del Vescovo, un augurio che racchiude il significato dell’intero cammino spirituale: «Lo Spirito Santo rende giovane la Chiesa. Non invecchiate mai nella fede, ma abbiate sempre una fede giovane».
Un messaggio che la comunità di Santa Gemma porta con sé al termine di giorni intensi di preghiera e fraternità, con il desiderio di continuare a camminare sulle orme dei suoi due giovani compatroni, facendo dell’Eucaristia il cuore della propria vita e del servizio ai fratelli la testimonianza più autentica della fede.
comunicato stampa

