Non risponde al citofono ai carabinieri che lo vanno a controllare, eseguito un decreto di confisca a Salvatore Messina Denaro

Non risponde al citofono ai carabinieri che lo vanno a controllare, eseguito un decreto di confisca a Salvatore Messina Denaro

Il decreto di confisca della somma di 5000 euro è stato emesso dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale di Trapani

Nella giornata del 21 maggio 2020, i Carabinieri della Stazione di Campobello di Mazara, guidati dal Maresciallo Maggiore Pietro Fiorentino, hanno dato esecuzione al decreto di confisca della somma di 5000 euro emesso dal Tribunale di Trapani – Sezione Misure di Prevenzione, nei confronti di Messina Denaro Salvatore, fratello del noto latitante.

L’odierno provvedimento scaturisce dalla violazione accertata dai Carabinieri della Stazione di Campobello di Mazara il 4 luglio 2018. I militari dell’Arma, nel corso dei controlli svolti sui soggetti gravati da misure restrittive della libertà, si erano recati presso l’abitazione del Messina Denaro il quale, all’epoca dei fatti, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale di Pubblica Sicurezza con obbligo di soggiorno e la prescrizione di  permanere presso la propria abitazione nell’orario notturno compreso tra le ore 21.00 e le 7.00 del mattino.

I militari, quella sera, pur avendo citofonato più volte e aver atteso circa venti minuti, non ricevettero alcuna risposta. La circostanza è stata puntualmente relazionata all’Autorità Giudiziaria che, sulla base di quanto verificato dai Carabinieri e il fatto che al momento dei controlli il citofono fosse effettivamente funzionante, ha disposto la confisca della somma di 5000 euro depositata, a titolo di cauzione dal Messina Denaro Salvatore alla Cassa delle Ammende, al momento della sottoposizione alla citata misura di prevenzione.

Comunicato stampa