Controlli sulla tutela ambientale, la Guardia costiera sequestra 10 autolavaggi

Controlli sulla tutela ambientale, la Guardia costiera sequestra 10 autolavaggi

I sequestri sono scattati nei comuni di Mazara del Vallo, Castelvetrano e Campobello di Mazara

La Guardia Costiera di Mazara del Vallo, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Palermo, ha condotto durante gli scorsi mesi di marzo e aprile una vasta operazione finalizzata a prevenire, contrastare ed interrompere gli illeciti di natura ambientale posti in essere dai titolari di alcune attività commerciali ricadenti nel Compartimento Marittimo di Mazara del Vallo. Nello specifico, nell’ambito dei compiti di tutela ambientale che la legge affida al Corpo delle Capitanerie di porto, l’attenzione dei militari si è rivolta agli autolavaggi presenti sul territorio, al fine di verificare il rispetto della normativa di settore in materia di scarico di acque reflue e della gestione dei rifiuti dagli stessi prodotti. Per tale genere di esercizi commerciali, infatti, il Testo Unico Ambientale (D. Lgs. n. 152/2006) prevede delle specifiche norme volte a disciplinare il corretto scarico e smaltimento delle acque provenienti dal lavaggio delle autovetture, considerate quali “acque reflue industriali”, stante la presenza al loro interno di oli minerali e di sostanze chimiche nocive che rendono tale refluo decisamente più inquinante rispetto al “refluo urbano o domestico”. Per tali motivi, queste acque devono essere stivate in apposite vasche di raccolta per poi essere consegnate alle ditte specializzate per lo smaltimento dei rifiuti reflui, oppure subire, all’interno dello stesso stabilimento, uno specifico trattamento di depurazione volto a diminuirne drasticamente il loro contenuto nocivo, a seguito del quale tale refluo può essere convogliato poi nel sistema fognario cittadino poiché depurato. Per effettuare tale ultima operazione, ovvero lo scarico in fognatura, tuttavia, il titolare dell’attività commerciale deve preventivamente richiedere ed ottenere un’apposita autorizzazione da parte degli Enti competenti, i quali, inserendo all’interno dello stesso provvedimento precise prescrizioni, disciplinano puntualmente le corrette modalità con le quali andranno scaricate tali acque. A seguito di 19 controlli effettuati dai militari, 11 autolavaggi siti tra i Comuni di Mazara del Vallo, Castelvetrano, Campobello di Mazara sono stati sanzionati per gravi violazioni ambientali, e 10 tra questi sono stati sequestrati. Diverse, infatti,  sono statele irregolarità riscontrate; tra le più gravi, alcuni titolari degli impianti, in assenza della necessaria autorizzazione ambientale, avevano effettuato uno scarico diretto in fognatura dei reflui provenienti dagli autolavaggi, senza prevedere alcun trattamento volto a diminuire la carica nociva degli stessi, in spregio alle più basilari normative di settore. In uno caso specifico, inoltre, è stato accertato come il refluo industriale nocivo venisse indirizzato, mediante dei tubi “volanti”, su un terreno adiacente, e come lo stesso fosse quindi penetrato sotto la superficie. Per tali motivi, i militari hanno proceduto a sequestrare d’iniziativa i 10 impianti, denunciando i titolari delle attività alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di scarico di refluo non autorizzato, finendo per apporre i sigilli alle strutture e chiudendo temporaneamente gli stessi impianti. Oltre ad operare per fattispecie illecite penali, i militari hanno elevato anche specifiche sanzioni amministrative dopo aver accertato una non corretta gestione, da parte dei titolari, dei rifiuti prodotti all’interno degli impianti, stante la mancata esibizione, in sede di controllo, della documentazione comprovante l’avvenuto smaltimento dei rifiuti prodotti. In diversi autolavaggi, infatti, non era presente né il registro di carico e scarico rifiuti, documento sul quale vengono annotate, tra l’altro, le operazioni di conferimento dei fanghi di lavaggio accumulati nelle vasche di raccolta, né i formulari comprovanti l’avvenuto smaltimento. In altri termini, seppur le attività commerciali erano attive da diversi anni, i titolari non hanno saputo dimostrare documentalmente, secondo quanto richiesto dalla legge, come avessero smaltito i rifiuti prodotti dai loro impianti e dove gli stessi fossero stati indirizzati. Ancora, durante i controlli i militari hanno accertato come diversi impianti fossero “abusivi”, ovvero del tutto sconosciuti alle competenti autorità Comunali, in quanto operavano attivamente senza la necessaria e preventiva comunicazione di inizio attività da indirizzarsi al Comune di riferimento. Per tali motivi, i nominativi dei titolari degli impianti in parola e delle loro attività sono stati comunicati alle rispettive autorità comunali competenti, le quali irrogheranno ulteriori sanzioni. Al termine dell’intera operazione sono stati quindi effettuati 19 controlli, 10 sequestri penali, 9 processi verbali amministrativi per un importo previsto da € 1.040 a 15.493. La Guardia Costiera di Mazara del Vallo continuerà nei prossimi giorni ad effettuare attività di carattere ambientale, sia in termini di sensibilizzazione che di controllo, al fine di salvaguardare l’ambiente marino e costiero, specie in prossimità dell’inizio della stagione balneare. Il mancato rispetto da parte di alcuni operatori commerciali delle normative in materie di scarichi, infatti, può causare un danno irreparabile alle acque marine, al loro ecosistema e alla loro stessa balneabilità, oltre a comportare una pratica commerciale scorretta nei confronti di chi, invece, opera nel pieno rispetto della legalità e delle normative di settore.

comunicato stampa

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    ROMA (ITALPRESS) - "Non sarò candidato alle prossime elezioni politiche con il M5S, perchè fondamentalmente non ci sono le condizioni". Lo annuncia in un video Alessandro Di Battista, dopo le voci di questi giorni di un suo possibile ritorno. "Di questi tempi - dice - tutti vogliono candidarsi, pur di avere una poltrona in Parlamento sono disposti a vendere la madre, a calpestare le proprie coscienze e la propria dignità, a infilarsi nella sede del Pd per elemosinare un seggio quando avevano detto peste e corna del Pd. Io davvero non sono come queste persone grazie a Dio". L'ex pentastellato spiega che "ho chiamato Conte, nonostante ogni giorno leggessi delle interviste, da parte di vari esponenti del M5S che mi tiravano in ballo, non proprio carine. Forse i 'disboscatori di consensò sono stati altri: alcuni sono ancora all'interno del M5S, altri se ne sono andati. Ho parlato con Conte e ho compreso che ci sono molte componenti nell'attuale M5S che non mi vogliono. Da Beppe Grillo passando per Roberto Fico: non mi vogliono, per una serie di ragioni. Forse temono che io sia poco imbrigliabile, perchè forse temono giustamente che io possa ricordare degli errori politici che sono stati commessi negli ultimi due anni. Con Conte abbiamo avuto un'interlocuzione molto leale, lo ringrazio, perchè è stato molto sincero. Per me è un galantuomo, non mi ha mai mancato di rispetto e mi ha sempre detto la verità. Si è sempre comportato bene". Poi una frecciata: "Politicamente oggi non mi fido di Beppe Grillo, che ancora fa da 'padre padronè. E io sotto Grillo non ci sto. Non dimentico quello che ha fatto per il Paese e per me. Ho appreso molto e sono molto grato. Per rientrare nel Movimento e ricandidarmi è giusto che io pretenda determinate cose: non sono poltrone, ma garanzie politiche. In questo momento, con Grillo che ancora non ha fatto un passo di lato - che dovrebbe fare - queste garanzie non ci sono", chiosa.(ITALPRESS).-foto agenziafotogramma.it-

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