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Un “saluto amaro” ai viticoltori: tra la pandemia dell’abbandono e il silenzio delle istituzioni

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Un’altra pandemia si è abbattuta sui nostri viticoltori: non quella delle malattie, ma quella

dell’abbandono. È una pandemia che non contagia i corpi, ma piega le speranze; che non riempie gli

ospedali, ma svuota i campi e le cantine; che non appare nei bollettini, ma segna il volto delle nostre

campagne.

I viticoltori della Sicilia occidentale si trovano a vivere una stagione già compromessa da situazioni

climatiche ed ambientali durissime: piogge torrenziali, venti devastanti, siccità prolungate hanno

colpito larghi territori, lasciando dietro di sé danni enormi e un senso di impotenza. A questa

emergenza si somma il silenzio delle istituzioni, che da anni guardano altrove, incapaci o non

disposte a costruire risposte concrete.

Abbiamo il dovere di dirlo senza mezzi termini: non bastano più gli slogan sull’agricoltura di

qualità, non basta più la retorica delle “eccellenze”. Qui è in gioco la sopravvivenza stessa di un

comparto che ha plasmato la nostra identità sociale, economica e culturale. Ogni giorno che passa

senza un piano, senza un’azione, è un passo in più verso l’estinzione di una parte viva della Sicilia.

In questo scenario desolante, risuona come una voce profetica l’unica presenza forte e autorevole

che non ci ha mai lasciati soli: il nostro eccellentissimo Vescovo Angelo Giordanella. Dall’inizio

di questa battaglia egli ha scelto di stare accanto ai viticoltori, di ascoltarne il grido, di farsi carico

della loro sofferenza. La sua voce non è retorica, ma richiamo alla coscienza collettiva; i suoi gesti

non sono promesse, ma segni concreti di vicinanza e di speranza. A lui va il saluto della nostra

Associazione e il ringraziamento più sincero per quanto ha fatto e continua a fare.

Mentre le istituzioni tacciono, la sua parola resta un monito e un dono profetico: se i viticoltori

dovessero scomparire, con loro scomparirebbe una parte della nostra terra, della nostra storia, della

nostra stessa dignità.I Guardiani del Territorio non smettono di lanciare l’allarme. Ma un allarme senza ascolto è solo

un grido che si perde nel vento. Ai nostri viticoltori non possiamo che rinnovare la nostra vicinanza

e la nostra solidarietà, insieme all’impegno a continuare questa battaglia: perché non sia scritto, un

giorno, che li abbiamo salutati soltanto per assistere al loro tramonto.

Il Direttivo dell’Associazione “I Guardiani del Territori

comunicato stampa

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