Egregio signor Sindaco,
ho un quesito da sottoporle: può, graziosamente, spiegarmi che fine abbiano fatto i loculi che, qualche hanno fa, questa amministrazione comunale ha deciso di realizzare, così da essere venduti a chi ne avesse fatto richiesta?!
Le chiedo scusa se Le sembro eccessivamente diretta, ma il tempo trascorso e le voci inquietanti che si rincorrono hanno ridotto al lumicino la mia pazienza. Nell’anno 24-10-2022 i miei genitori hanno acquistato la disponibilità di due spazi per accogliere le loro spoglie – a tal proposito le allego copia delle ricevute di bonifico – ma, da allora, siamo ancora al nulla di fatto. Mia madre, Angela Asaro, è deceduta nel 18-01-2023 e i suoi resti sono, tutt’ora, ospitati in quella sorta di limbo cimiteriale, piazzati ad un’altezza irraggiungibile per me, che ho parecchie difficoltà di mobilità. Sono quasi tre anni senza poter porre una lapide, un portafiori, senza poter fare una carezza almeno ad una fotografia.
Io non le chiederò, egregio signor Sindaco, che fine abbiano fatto i quattrini: per quanto ne so, sono atterrati nelle casse comunali.
Però pretendo di sapere che fine abbiano fatto quei loculi, messi in vendita e pagati ben prima che fossero realizzati. Un po’ come quelle case che si comprano su progetto, sperando che l’impresa, nel frattempo, non fallisca. Non mi risulta che il comune di Mazara del Vallo sia andato in bancarotta – non ancora, quanto meno – e, quindi, proprio non mi riesce di comprendere perché, al riposo eterno, debba corrispondere anche un’eterna attesa. A meno che non si desideri che estinguano anche le discendenze di chi possa reclamare il giusto.
“Chi muore tace e chi vive si dà pace”, recita così un vecchio proverbio, egregio signor Sindaco. Ma non è sempre vero e, certamente, non lo è per me: io non mi do affatto pace. Quando un diritto è dimenticato, superato, ignorato e disatteso non c’è proverbio che tenga. Anzi, sì, ora che ci penso: “Agneddu, sucu e finisci ‘u vattìu”.
Con osservanza
Teresa Cacciola

