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Causa civile Poiatti/comune di Mazara, la Cassazione mette la parola fine (a favore di Palazzo dei Carmelitani)

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La corte di Cassazione mette la parola fine alla lunga causa civile intentata nel 2013 dalla Poiatti, storica e importante azienda della città, contro il comune di Mazara del Vallo. La terza sezione civile presieduta dal magistrato Lina Rubino, con propria ordinanza del 25 settembre scorso, ha infatti rigettato il ricorso presentato dalla società mazarese contro la sentenza d’appello emessa nel 2022 dalla corte d’appello di Palermo. Si chiude, così una lunga vicenda iniziata nel 2013 e in cui la Poiatti chiedeva la cifra record di 14 milioni di euro come risarcimento del danno per una vicenda inerente la concessione edilizia e l’esproprio di un terreno di proprietà di una cittadina per l’allargamento dell’opificio industriale. Una vicenda che è iniziata ancor prima, negli anni Ottanta, e si è protratta per decenni, prima vedendo contrapposti la Poiatti e la proprietaria del terreno che era stato espropriato a favore della società e poi la stessa Poiatti e il comune mazarese. La Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo inammissibili il primo e il terzo motivo e infondato il secondo e ha, altresì, condannato la Poiatti al pagamento delle spese processuali pari 15 mila euro nei confronti del ministero dell’interno e della prefettura di Trapani (anch’esse citate nel ricorso della società) e in 20 mila euro nei confronti del comune mazarese, difeso anche in Cassazione (così come nei primi due gradi di giudizio) dall’avvocato alcamese Alessandro Finazzo.

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