L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che
– da tempo la Regione Siciliana è investita da numerose iniziative dell’autorità giudiziaria che
coinvolgono esponenti politici della maggioranza, che sostiene il Presidente della Regione,
componenti del Governo regionale e soggetti da essi nominati ai vertici della sanità regionale,
della burocrazia e degli enti collegati, suscitando profondo sconcerto e indignazione
nell’opinione pubblica regionale e nazionale;
CONSIDERATO che
– a fronte dei predetti accadimenti, il Presidente della Regione non ha ritenuto di rendere
comunicazioni tempestive all’Assemblea Regionale Siciliana, fuggendo al necessario confronto
istituzionale sulla rilevanza politica e amministrativa dei fatti oggetto d’indagine e sulle loro
ricadute sull’azione di governo;
– nel corso dell’attività legislativa plurime proposte del Governo regionale sono state respinte
dall’Aula, evidenziando una significativa frattura all’interno della maggioranza parlamentare;
nonostante ciò, il Presidente ha imputato tali difficoltà ai deputati dell’Assemblea, senza
esercitare in modo efficace la propria funzione di direzione politica della coalizione;
– il Presidente ha inoltre privilegiato rapporti politici con ristrette componenti della maggioranza,
in particolare con la Democrazia Cristiana e con la Lega, procedendo altresì al reintegro
dell’Assessore Sammartino nella carica di Assessore e Vicepresidente successivamente alla
sospensione cautelare disposta dall’autorità giudiziaria;
– nei tre anni di attività del Governo regionale non sono state avviate riforme capaci di affrontare
le criticità strutturali della Regione, con comparti ancora paralizzati e gravi disfunzioni nella
gestione del servizio idrico e del sistema dei rifiuti;
– ulteriori elementi di criticità hanno riguardato l’Assessorato al Turismo, interessato da vicende
che hanno coinvolto esponenti della maggioranza e che hanno ulteriormente minato la credibilità
dell’azione amministrativa;
RILEV ATO che– indagini giudiziarie hanno fatto emergere episodi corruttivi in diversi settori
dell’amministrazione regionale, in particolare nell’ambito sanitario, con il coinvolgimento di
funzionari per alcuni dei quali risultano dichiarazioni di ammissione di condotte corruttive;
ulteriori accertamenti giudiziari riguardano anche presunte irregolarità e anomalie nella
gestione di appalti in ambito sanitario, che hanno coinvolto soggetti operanti nella filiera
amministrativa e hanno contribuito ad aggravare il quadro complessivo di opacità e disfunzione del settore;
– tali episodi denotano la carenza, all’interno dell’amministrazione regionale, di adeguati sistemi
di vigilanza, controllo interno e procedure in grado di limitare margini di discrezionalità,
unitamente a una diffusa presenza di pratiche clientelari suscettibili di arrecare un grave danno
anche di natura erariale;
– in ambito sanitario permangono pronto soccorso in costante emergenza, liste d’attesa fuori
controllo e una insufficiente vigilanza sui Direttori generali nominati dal Presidente, nonostante
gli impegni assunti in ordine alla loro valutazione;
– i dati, invero sconcertanti, sulla mobilità passiva, i ritardi e le carenze nell’attuazione dei LEA,
la totale assenza di riscontri concreti alle pur annunciate iniziative volte ad arginare le liste
d’attesa, nonché i drammatici esiti dei ritardi nella consegna dei referti istologici da parte
dell’ASP di Trapani, attestano il fallimento dell’azione dell’esecutivo in materia sanitaria,
improntata all’improvvisazione e caratterizzata dalla palese mancanza di conoscenza delle reali
condizioni del sistema;
– il Governo regionale ha sovente adottato provvedimenti intempestivi e di modesta efficacia,
spesso solo in seguito a indagini giudiziarie o a scandali, dimostrando di non essere in grado di
intercettare e gestire le criticità insite nel sistema sanitario e lasciando che le medesime criticità
— pur conoscibili dagli organi di controllo — si aggravassero sino a produrre conseguenze gravi
per la collettività;
RITENUTO che
– il principio di garanzia riconosciuto agli indagati dall’ordinamento non può essere utilizzato
quale motivo per giustificare l’assenza di iniziative politiche e amministrative idonee a
salvaguardare la credibilità delle istituzioni regionali;
– la recente indagine che coinvolge l’ex Presidente della Regione Totò Cuffaro e altri soggetti ha
ulteriormente compromesso l’immagine dell’Esecutivo; in tale contesto, il provvedimento di
revoca degli assessori espressi dalla Democrazia Cristiana — pur non indagati — non è stato
accompagnato da alcuna attività di verifica sui soggetti nominati dallo stesso partito in posizioniapicali della sanità e degli enti controllati, determinando una evidente disparità di trattamento e
un difetto di coerenza dell’azione governativa;
– l’insieme dei fatti sopra richiamati ha determinato una progressiva e irreversibile
compromissione del rapporto fiduciario tra il Presidente della Regione e questa Assemblea,
nonché un grave pregiudizio alla credibilità dell’amministrazione regionale;
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Tutto ciò premesso, considerato e ritenuto,
VISTI lo Statuto della Regione Siciliana e il Regolamento interno dell’Assemblea Regionale
Siciliana;
L’ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
DELIBERA
di esprimere la sfiducia al Presidente della Regione Siciliana, On. Renato Schifani, ai sensi e per gli effetti delle vigenti norme statutarie e regolamentari
comunicato stampa

