Denise Pipitone, che fine ha fatto la commissione parlamentare d’inchiesta?

Denise Pipitone, che fine ha fatto la commissione parlamentare d’inchiesta?

L’iter della commissione è tuttora fermo alla presentazione della richiesta firmata, lo scorso 24 maggio, da vari deputati

Mentre, da un lato, la procura di Marsala ha chiesto l’archiviazione delle indagini nei confronti dei quattro indagati nell’ambito dell’inchiesta bis, dall’altro lato, sono passati 4 mesi dalla presentazione della richiesta alla Camera dei Deputati, ma a oggi non ci sono ancora notizie circa l’istituzione di una commissione parlamentare di inchiesta sulla scomparsa di Denise Pipitone. A Montecitorio, infatti, l’iter è tuttora fermo alla presentazione della richiesta firmata, lo scorso 24 maggio, da vari deputati con prima firmataria la deputata del Partito democratico, Alessia Morani. Una richiesta avanzata con l’obiettivo di fare chiarezza e accertare eventuali responsabilità sui tanti aspetti poco chiari delle indagini condotte a seguito del rapimento della piccola Denise avvenuto il 1° settembre 2004 a Mazara del Vallo. Una commissione di inchiesta che, anche alla luce della recente richiesta di archiviazione avanzata dalla procura di Marsala nei confronti di Anna Corona, Giuseppe Della Chiave e dei due coniugi che avevano riferito falsamente di aver visto Denise nell’albergo Ruggero II, che potrebbe restare l’unica via per l’accertamento della verità o di parte della verità. La vicenda di Denise Pipitone, si legge testualmente nella richiesta di istituzione della commissione di inchiesta, “appare ancora oggi avvolta da troppi misteri, segnata da gravi incongruenze, lambita da evidenze che portano a sospettare l’esistenza di più di un depistaggio, di un inquinamento di prove e di false testimonianze”. Nella stessa richiesta si fa riferimento, in tal senso, alle dichiarazioni rilasciate nei mesi scorsi a varie testate giornalistiche da Maria Angioni, l’ex pm che indagò sul rapimento di Denise Pipitone: “dichiarazioni importanti”, si legge sempre nella richiesta, “in merito alle modalità con cui sarebbero state condotte le indagini dichiarazioni che risulterebbero supportate anche dall’allora procuratore capo di Marsala, Alberto Di Pisa”. Il riferimento è ai presunti depistaggi che si verificarono nel 2004. Ecco perché, per i firmatari della richiesta, “alcuni aspetti di questa vicenda rimangono meritevoli di un supplemento di attenzione e di ricerca”. Va ricordato che, nel frattempo, la Angioni è stata rinviata a giudizio per false dichiarazioni al pm e il relativo processo inizierà il 23 dicembre. Una vicenda complicata allora e, se vogliamo, ancora più complicata adesso ma che grazie alla commissione di inchiesta, che speriamo veda la luce al più presto, potrebbe essere riportata sotto la lente di ingrandimento.