Denise Pipitone, il vento è cambiato

Denise Pipitone, il vento è cambiato

Sul rapimento della piccola tutti chiedono verità e giustizia

Sul rapimento di Denise Pipitone il vento è cambiato. In un mese esatto il velo che da quasi 17 anni oscura tutta la vicenda sembra a un passo da essere letteralmente tolto. Almeno sul fronte delle indagini. E ora la speranza che si faccia chiarezza sulle modalità con la quali si è indagato su questa terribile vicenda si fa concreta. Sullo sfondo, poi, il desiderio di tutti è che un giorno la piccola Denise, oggi 20enne, possa essere trovata e ridata ai propri affetti. Il 30 marzo 2021 è la data della svolta. La trasmissione “Chi l’ha Visto?” lancia il promo sulla puntata del giorno dopo: si parla di una ragazza russa (Olesya Rostova) somigliante alla madre di Denise. Una segnalazione che finisce come le tantissime altre susseguitesi in questi anni: non si tratta di Denise. Ma questa storia ha il “merito” di aver riacceso i riflettori sulla vicenda: i media nazionali tornato a parlare a tambur battente del rapimento, delle indagini condotte in malo modo, si parla di omissioni e omertà, financo di depistaggi veri e propri. A dare il là al nuovo “vento” è l’ex pm Maria Angioni che nelle settimane successive al rapimento di Denise era in servizio alla procura di Marsala: le sue dichiarazioni fanno rumore. Parla di difficoltà nelle indagini, di stranezze. Dichiarazioni forti. Il tam tam mediatico cresce. Vengono riportati a galla elementi, fatti e circostanze già note allora ma che oggi assumono un impatto dirompente. Ecco allora che si parla di una commissione di inchiesta parlamentare grazie all’iniziativa della deputata Alessia Morani. Una commissione che scavi a fondo su ciò che è stato e che accerti eventuali omissioni e responsabilità. Lo chiedono migliaia di cittadini. Lo chiedono i genitori di Denise, Piera Maggio e Pietro Pulizzi. La richiesta è anche quella che la procura di Marsala riapra le indagini: a oggi non ci sono notizie ufficiali, ma non è escluso che gli inquirenti si siano rimessi al lavoro. La speranza è anche che chi sappia qualcosa finalmente parli: a Mazara ci sono persone che sanno, è impossibile che una bimba scompaia nel nulla in pieno giorno senza che nessuna abbia visto o senza che nessuna sappia niente. Bisogna ricomporre il puzzle. Lo si deve a Denise: verità e giustizia.