Mazara, cordoglio dell’amministrazione comunale per la morte dei Monaco

Mazara, cordoglio dell’amministrazione comunale per la morte dei Monaco

“Enzo Monaco – ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali Vito Billardello – si è speso molto nel sociale attraverso l’associazione intitolata al figlio Livio, al quale ha dedicato con passione e sacrificio l’intera sua esistenza.

“La tragedia che ha provocato la morte del signor Enzo Monaco e del figlio Livio ha destato commozione nella comunità mazarese. Esprimiamo il cordoglio dell’Amministrazione Comunale alla famiglia delle vittime del rogo avvenuto ieri”.

Lo ha detto il sindaco di Mazara del Vallo Salvatore Quinci esprimendo i sentimenti di cordoglio per le vittime del rogo avvenuto ieri in un’abitazione di contrada Bocca Arena.

“Enzo Monaco – ha sottolineato l’assessore alle Politiche Sociali Vito Billardello – si è speso molto nel sociale attraverso l’associazione intitolata al figlio Livio, al quale ha dedicato con passione e sacrificio l’intera sua esistenza. Questa tragedia colpisce due nostri concittadini ma anche il mondo del sociale della Città di Mazara del Vallo”.

Comunicato stampa

Agenzia di Stampa Italpress - Top News sulla notizia con una squadra veloce ed affidabile

  • Casasco confermato Presidente Federazione Europea medici sportivi
    by Redazione on 26 Maggio 2022 at 15:06

    ROMA (ITALPRESS) - Il presidente della FMSI (Federazione medico sportiva italiana) Maurizio Casasco, è stato confermato all'unanimità Presidente dell'EFSMA, la Federazione Europea dei Medici dello Sport riunitasi a Brighton. Casasco guida la Federazione italiana e sta guidando quella europea dal novembre 2017. "Sono molto onorato per questa conferma - ha dichiarato Casasco - e voglio ringraziare tutti i colleghi europei per la grande fiducia che hanno confermato nei miei confronti. Un grazie particolare alla Federazione Medico Sportiva Italiana per il suo contributo fondamentale che da 93 anni contribuisce a rendere la medicina sportiva un'eccellenza italiana universalmente riconosciuta. Sono già 16 i paesi dell'Unione europea - continua Casasco - che contemplano la specializzazione in Medicina dello Sport, ma dobbiamo puntare al riconoscimento in tutti gli stati del Continente, non dimenticando che la prima Scuola è nata proprio in Italia, a Milano nel 1957. I progressi scientifici, maturati grazie ad una consolidata esperienza ai massimi livelli sportivi, devono continuare a essere messi a patrimonio comune, per migliorare la salute e il benessere di tutti, un obiettivo da sviluppare in piena sintonia con la Federazione Internazionale, del cui board ho l'onore di essere parte"."Nel corso del mio primo mandato alla guida dell'EFSMA - spiega Casasco - abbiamo raggiunto diversi importanti obiettivi: primo fra tutto il rafforzamento della produzione scientifica. Continueremo a impegnarci in un rinnovamento culturale che insista sulla promozione della tutela della salute attraverso lo sport e l'attività motoria a tutte le età. Per questo, è necessario insistere sulla formazione capillare e sulla diffusione delle linee-guida, a partire da quelle sull''Exercise Prescription for Health', che rappresentano la nostra cultura ippocratica della 'giusta dosè di esercizio per la prevenzione -primaria, secondaria e terziaria -nonchè elemento essenziale per la riduzione del rischio dalle malattie non trasmissibili. Tutto ciò con conseguenti ricadute positive sulla vita sociale e sulla sostenibilità economico-sanitaria"."Durante questo secondo mandato, che porterò avanti in stretta collaborazione con la Federazione Internazionale di Medicina dello Sport, presieduta dal professor Fabio Pigozzi - conclude Casasco - continueremo, inoltre, a lavorare per contribuire alla costruzione di una medicina europea dello sport sempre all'avanguardia attraverso un confronto culturale, tecnico e scientifico indirizzato alla protezione della salute di chi pratica attività sportive ad ogni livello e alla lotta contro il doping".- foto ufficio stampa Fmsi -(ITALPRESS).

  • Draghi sente Putin “Ho chiesto lo sblocco del grano ma niente spiragli di pace”
    by Redazione on 26 Maggio 2022 at 14:56

    ROMA (ITALPRESS) - Conferenza stampa di una decina di minuti per il presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Draghi. Diversi i temi trattati da Draghi che si è detto provato da una giornata ricca di appuntamenti, ad iniziare dall'incontro con il presidente algerino durante il quale "sono stati firmati molti accordi e si sono esaminati un lungo elenco di progetti che si possono intraprendere insieme". Una collaborazione che "prevede una serie di opportunità per le società del nostro paese e una grande apertura del presidente algerino per una cooperazione molto più estesa che in passato", ha spiegato. Nel pomeriggio invece Draghi ha telefonato a Putin per tentare di trovare una soluzione per sbloccare il grano che oggi è nei depositi ucraini: "la crisi alimentare in alcuni paesi è già presente e avrà proporzioni gigantesche e conseguenze umanitarie terribili". Necessario per Draghi avviare una collaborazione Russia-Ucraina sullo sblocco dei porti nel Mar Nero, dove ci sono molti milioni di tonnellate di grano ferme. Una soluzione che secondo Putin non è sufficiente per risolvere la crisi alimentare perché il fabbisogno è molto più alto. Il presidente russo ha ricordato inoltre al presidente Draghi che "ritiene che la colpa sia delle sanzioni perché impediscono alla Russia potrebbe esportare il grano"."Io - ha aggiunto Draghi - ho chiesto di procedere con lo sblocco. Si rischia che questi depositi vadano a male e che marciscano. Secondo Putin i porti sono bloccati perché sono minati dagli ucraini, che però li minano per impedire ai russi di attaccare. Ho chiesto collaborazione a sminare questi porti e perché non ci siano attacchi una volta sminati". Trovata la disponibilità da parte di Putin, Draghi ha annunciato che chiamerà anche Zelensky per sondare la sua volontà di procedere in questa direzione. La questione sarà inoltre al centro di un'informativa che Draghi farà al Consiglio straordinario che - ricorda - "non è però esattamente su queste questioni". "E' un tentativo che mi sono sentito di fare senza alcuna certezza che possa andare a buon fine ma semplicemente perché la gravità della situazione ci impone di rischiare e provare cose anche che possono non riuscire. Credo che però ci sia da parte di tutti la consapevolezza della posta in gioco che è quella della vita di milioni e milioni di persone", sottolinea aggiungendo che nessuno spiraglio è emerso durante la telefonata alla possibilità di mettere fine al conflitto. Tra gli impegni odierni di Draghi anche la riunione del Consiglio dei Ministri durante cui sono stati passati in rassegna gli obiettivi del PNRR "che vanno raggiunti entro giugno. E' stata una riunione positiva, gli obiettivi saranno tutti raggiunti". Anche sulla delega fiscale "siamo vicini ad un accordo. Il programma del governo va avanti e va avanti bene". Il presidente del Consiglio dei Ministri si è detto "molto più sereno dei giorni scorsi perché dopo aver raggiunto l'accordo sui balneari, che era l'ultimo aspetto da trattare, nel provvedimento sulla concorrenza l'orizzonte si schiarisce sensibilmente. La legge sulla concorrenza deve essere approvata entro fine dicembre ma occorre approvare ora la legge delega per scrivere i decreti. Anche per gli obiettivi intermedi siamo a un ottimo punto". In serata si incontrerà con il sottosegretario Garofoli e i referenti di tutti i partiti per discutere della delega fiscale. "Siamo agli ultimi passi e siamo vicini ad un accordo. C'è la riunione definitiva per definire gli ultimi passi, se non vengono fuori sorprese", ha precisato. - foto agenziafotogramma.it - (ITALPRESS)

  • Ucraina, Meloni “Potenziare la nostra capacità di produzione”
    by Redazione on 26 Maggio 2022 at 14:31

    ROMA (ITALPRESS) - "Penso che la comunità internazionale e l'Occidente debbano dare segnali molto chiari. Non ci troveremmo in questa situazione se in questi anni avessimo fatto il nostro lavoro come Occidente e come Europa". Lo ha detto Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d'Italia, ospite di "Oggi è un altro giorno" su Rai 1."Quando qualcuno poneva, come accaduto a me - ha continuato - il problema di un'eccessiva dipendenza su alcune produzioni strategiche da parte dell'Europa, la risposta che veniva data era che eravamo autarchici. Se non sei autosufficiente su alcune catene strategiche e consenti catene di approvvigionamento che sono sempre più lunghe e meno controllabili - ha aggiunto - alla fine accade che c'è una farfalla che sbatte le ali in Asia e un uragano nel resto del mondo. Penso - ha evidenziato la leader di FdI - che oggi la risposta debba essere quella di trovare approvvigionamenti alternativi ma soprattutto potenziare la nostra capacità di produzione per non dover sottostare ai ricatti".Sull'idea di chiedere agli ucraini concessioni territoriali: "Credo che la valutazione - ha detto Meloni - debba essere fatta dall'Ucraina e che in ogni caso bisogna stare attenti al fatto che una nazione invasa che cede territori non sia un bel segnale per il futuro". Per Meloni "è un pò velleitario pensare che se oggi l'Ucraina si arrendesse domani non avremmo lo stesso problema, per esempio, in Moldavia". "Sono convinta - ha aggiunto - che l'Ucraina sia la punta dell'iceberg di un conflitto che non è solo ucraino ma che ha come obiettivo la revisione degli assetti globali".-foto agenzia fotogramma.it-(ITALPRESS).

  • Epatocarcinoma, parte da Napoli il roadshow promosso da Roche
    by Redazione on 26 Maggio 2022 at 14:21

    ROMA (ITALPRESS) - Fare il punto sullo stato dell'arte della presa in carico del paziente con epatocarcinoma in Campania, evidenziare l'importanza del lavoro sinergico dei team multidisciplinari, individuare le zone d'ombra e le aree di miglioramento, confrontarsi sulle soluzioni per migliorare la conoscenza e l'informazione sulla patologia e sulle innovazioni diagnostiche e terapeutiche disponibili: sono questi gli obiettivi della tappa di Napoli di "Uniti e Vicini ai Pazienti con Epatocarcinoma", il roadshow promosso da Roche con il patrocinio di EpaC Onlus.L'epatocarcinoma (HCC) è uno dei tumori più aggressivi e una delle prime cause di morti oncologiche nel mondo. In Italia, nel 2020 i nuovi casi stimati di tumori epatici sono stati 13.000 e l'epatocarcinoma rappresenta il 75-85% dei casi. Oggi, grazie ai progressi scientifici e alle innovazioni diagnostiche e terapeutiche, la prognosi della patologia è in miglioramento, ma questo si accompagna ad una maggiore complessità della sua gestione, che pone alcune sfide sia dal punto di vista clinico che organizzativo.La presa in carico del paziente con epatocarcinoma, infatti, deve essere guidata da un team multidisciplinare, composto da epatologi, chirurghi, oncologi e radiologi interventisti e altri specialisti che, lavorando in sinergia fin dal momento della diagnosi, possa individuare il miglior trattamento possibile per il paziente e indirizzarlo verso strutture di eccellenza e ad alta specializzazione, con la garanzia di accesso ai migliori percorsi di diagnosi e cura. Il team definisce il trattamento personalizzato sul paziente, in base alle patologie esistenti o pregresse, alle condizioni e alla morfologia del fegato e del tumore, alle comorbidità, alle riserve funzionali epatiche, alla rapidità di crescita dalla diagnosi, con il supporto di Linee Guida e PDTA regionali."L'epatocarcinoma è una patologia di complessa gestione perchè di solito insorge in pazienti affetti da cirrosi. L'Italia è il Paese europeo con maggiore incidenza di epatocarcinoma e la Campania è la regione con il più elevato numero di casi: infatti, su circa 10.000 casi all'anno per epatocarcinoma in Italia circa 1.000 si verificano in Campania, rappresentando una vera e propria emergenza sanitaria. - ha detto Giovan Giuseppe Di Costanzo, Responsabile U.O.C. Epatologia ed Unità Pancreas, A.O.R.N. Cardarelli -. L'istituzione di GOM, Gruppo Oncologico Multidisciplinare, per questa patologia ha reso più snella la fase di studio del paziente e della stadiazione del tumore. Il paziente inserito nel GOM viene seguito nel percorso diagnostico e stadiativo ed è sottoposto alle opportune indagini, accorciando così i tempi di attesa tra diagnosi e trattamento. Sicuramente l'estensione della rete regionale faciliterà la collaborazione tra centri Hub e Spoke migliorando ulteriormente l'assistenza e la gestione del paziente indirizzato nel miglior percorso di cura".L'epatocarcinoma si sviluppa prevalentemente in persone che soffrono di cirrosi a causa di epatite cronica (B o C) o di abuso di alcool, sindromi dismetaboliche, e tipicamente si manifesta in stadi ormai avanzati. La prognosi per le forme non resecabili di HCC è infausta, con poche opzioni di trattamento sistemico e il tasso di sopravvivenza ad un anno minore del 50% dal momento della diagnosi della forma avanzata."Nel corso degli ultimi anni in Italia e nel mondo occidentale, è cambiata l'epidemiologia dell'epatocarcinoma: stanno diminuendo i casi legati alle infezioni virali, in particolare l'epatite B e C, per effetto del vaccino e dei farmaci antivirali. Al contrario, sono aumentati gli epatocarcinomi associati alla steatosi epatica, in rapporto all'aumentata incidenza di obesità, diabete, cattiva alimentazione e abuso di alcol. Purtroppo, la popolazione dei pazienti con sindrome metabolica e steatosi epatica da monitorare e da sottoporre a controlli periodici è molto ampia e sfugge alla sorveglianza: per questo l'epatocarcinoma viene diagnosticato in uno stadio già avanzato- ha spiegato il professor Bruno Daniele, Direttore U.O.C. di Oncologia, Ospedale del Mare -. In Campania esistono già gruppi multidisciplinari per la gestione dell'epatocarcinoma nei vari stadi di evoluzione, all'interno delle aziende della Rete Oncologica, ma dovrebbe essere potenziata la presenza dei medici trapiantologi per garantire a tutti i pazienti che ne hanno i requisiti l'opzione di trapianto. Dovrebbe anche aumentare la sinergia tra i medici di medicina generale e i gruppi multidisciplinari. Questo eviterebbe il fenomeno dell'emigrazione sanitaria, assolutamente non necessaria dal momento che in Campania abbiamo tutte le risorse e le competenze per affrontare i casi nel modo migliore".Il PDTA regionale si prefigge di fornire un percorso di riferimento unico per il paziente con epatocarcinoma, ottimizzare i tempi di diagnosi e di trattamento, implementare sistemi informatici comuni di raccolta dei dati, fruibili dai professionisti ospedalieri che operano lungo il percorso e integrare le diverse competenze specialistiche che concorrono alla gestione del paziente con epatocarcinoma assicurando la multidisciplinarietà e la disponibilità al dialogo tra operatori ospedalieri ed il medico di medicina generale."Nel triennio 2016/2018 sono stati trattati chirurgicamente per epatocarcinoma, esclusi gli interventi finalizzati a trapianto epatico, 348 pazienti residenti in Campania; di questi, 208 sono stati trattati in 18 diverse strutture regionali di diagnosi e cura e 140 (40.2 % della casistica) sono stati trattati in ulteriori 30 diverse strutture extraregionali - ha affermato Maria Rosaria Romano, Dirigente UOD 04 Assistenza Ospedaliera della Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario, Regionale Campania -. La Rete Oncologica Regionale ha decretato un PDTA Regionale specifico per la gestione dell'epatocarcinoma e del colangiocarcinoma sul territorio regionale; è di imminente definizione la mappa delle strutture regionali da abilitare all'ingresso in Rete per la chirurgia di entrambi i tumori. Per una corretta applicazione del PDTA è necessaria la partecipazione in piena collaborazione di tutte le professionalità coinvolte e, con la redazione dello stesso PDTA, s'intende fornire un riferimento operativo. In particolare, si punta ad organizzare la presa in carico del paziente nella sua globalità ed accompagnarlo in ogni fase del percorso diagnostico, stadiativo e terapeutico, garantendogli la continuità assistenziale necessaria per il raggiungimento della migliore cura".L'epatocarcinoma ha un effetto importante sui pazienti e sulle loro famiglie che hanno necessità di avere informazioni chiare e precise sui percorsi di cura, sui trattamenti e sulle strutture in grado di seguire al meglio il loro percorso diagnostico-terapeutico."L'epatocarcinoma è una patologia che ha un impatto significativo, sociale ed economico, non solo sui pazienti ma anche sul loro nucleo familiare. Il paziente deve essere assistito nel corso della propria quotidianità, guidato nel percorso terapeutico assistenziale e preso in carico da una struttura adeguata con un team multidisciplinare che lo segua in tutte le fasi della malattia incluse, se necessario, l'avvio al trapianto o alle cure palliative - ha detto Ivan Gardini, Presidente EPAC Onlus, Associazione che ha dato il patrocinio al Roadshow organizzato a Napoli -. Da una recente indagine condotta da EpaC Associazione Onlus, abbiamo constatato che uno dei problemi principali lamentati dai pazienti è la mancanza di informazione: più di un paziente su due ha la necessità di avere indicazioni più chiare, precise e facilmente reperibili sulle strutture ospedaliere adeguate a cui rivolgersi. Più della metà vorrebbe accedere ad informazioni relative alla disponibilità di terapie anche sperimentali, di partecipazione a trial clinici, alle quali nella maggior parte dei casi non riesce ad accedere perchè ne ignora l'esistenza o non trova informazioni a riguardo. Per questi motivi, è quanto mai fondamentale che esista un lavoro sinergico tra tutte le parti coinvolte".'All'ospedale Cardarelli siamo attrezzati a 360 gradi per fronteggiare questa malattia con un padiglione, dedicato alle malattie epatiche e ai trapianti di fegato, dotato di un reparto di chirurgia epatobiliare e dei trapianti, epatologia, gastroenterologia, radiologia generale ed interventistica, medicina nucleare e terapia intensiva - ha sottolineato Giovanni Vennarecci, Direttore della UO di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti di Fegato Ospedale Cardarelli, Napoli -. Una delle criticità emerse a livello regionale è la scarsa attività di screening che si traduce in diagnosi tardive e in un 'referral' tardivo al trapianto o alla resezione epatica o ad altri trattamenti efficaci come la ablazione o la radioembolizzazione. Per l'epatocarcinoma è molto importante condividere con il centro trapianti di fegato le decisioni terapeutiche iniziali altrimenti il paziente potrebbe seguire percorsi non idonei. Fino ad ora la mancanza di un efficace coordinamento sul territorio non ci permette di conoscere esattamente quanti malati epatici cronici potenziali esistono in Campania. Bisognerebbe lavorare affinchè medici di medicina generale, il territorio e l'ospedale formino sempre di più una rete a beneficio dei pazienti. Con i Gruppi Oncologici Multidisciplinari, la Campania è avanti rispetto ad altre regioni d'Italia - ha aggiunto -. Il team multidisciplinare svolge un servizio condiviso perchè la decisione su quale sia il trattamento più efficace per l'epatocarcinoma dipende dallo stadio in cui viene identificato, precoce o tardivo, se sono presenti metastasi o se sono interessati i vasi sanguigni. La chirurgia, per esempio, deve essere meno invasiva possibile, laparoscopica o robotica, affinchè il trapianto di fegato risulti meno complicatò.Alla Tavola Rotonda che si è svolta a Napoli, la prima di un ciclo di appuntamenti, hanno partecipato Sandro Pignata, Responsabile Scientifico della Rete Oncologica Campana; Direttore UOC Oncologia Medica Uro-Ginecologica, Istituto Nazionale Tumori G.Pascale; Giovanni Vennarecci, Direttore della UO di Chirurgia Epatobiliare e Trapianti di Fegato, l'AORN Cardarelli; Roberto Troisi, Direttore UOC di Chirurgia Epato-Bilio-Pancreatica, Mininvasiva e Robotica, AOU Federico II; Ernesto Claar, Responsabile UOSD Epatologia, Ospedale Evangelico Betania; Carmine Coppola, Direttore di Medicina Interna, Epatologia ed Ecografia Interventistica ASL Napoli 3 Sud, Gragnano (Na); Erika Martinelli, Professore Associato di Oncologia Medica, U.O.C. Oncologia Medica ed Ematologia, Dipartimento di Medicina di Precisione, Università degli Studi della Campania "Luigi Vanvitelli"; Filomena Morisco, Professore Ordinario di Gastroenterologia, Dipartimento di Medicina Clinica e Chirurgia, AOU Federico II; Sabino De Placido, Direttore UOC Oncologia Medica, AOU Federico II; Antonio Avallone, Direttore Oncologia Clinica Sperimentale Addome, Istituto Nazionale Tumori G. Pascale; Francesco Fiore, Direttore della SC di Radiologia Interventistica. l'Istituto Nazionale Tumori G. Pascale; Maria Rosaria Romano, Dirigente UOD 04 Assistenza Ospedaliera della Direzione Generale per la Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema Sanitario, Regionale Campania.Roche è impegnata a combattere i disordini del fegato in tutto il percorso della malattia, dalle prime fasi fino alla malattia avanzata, con l'obiettivo finale di fermare un giorno le patologie croniche del fegato. Un impegno che vede coinvolta non solo Roche Pharma sin dagli anni 90 con farmaci per le epatiti e oggi lo sviluppo di nuovi farmaci come atezolizumab, ma anche Roche Diagnostics con test immunometrici volti a migliorare la diagnosi precoce di epatocarcinoma e Roche Diabetes Care che da anni promuove, attraverso i propri portali rivolti ai pazienti diabetici, informazioni su corretti stili di vita e alimentazione, al fine di prevenire lo sviluppo di patologie epatiche quali cirrosi e fibrosi, che ledono la funzionalità d'organo e possono provocare gravi conseguenze, fino allo sviluppo di carcinomi epatici.- foto xc9/Italpress -(ITALPRESS).

  • Covid, 20.322 nuovi casi e 94 decessi nelle ultime 24 ore
    by Redazione on 26 Maggio 2022 at 13:41

    ROMA (ITALPRESS) - Sono 20.322 i nuovi positivi al Coronavirus in Italia, su un totale di 203.607 tamponi effettuati. E' quanto emerge dal quotidiano bollettino diffuso dal Ministero della Salute. Gli attualmente positivi sono ora 754.988 (-37.595 rispetto a ieri). I deceduti nelle ultime 24 ore sono 94, che portano il totale delle vittime a quota 166.358. I ricoverati con sintomi sono 5.782, 458 in meno di ieri, dei quali 262 in terapia intensiva (-9 rispetto a ieri).-Foto agenziafotogramma.it -(ITALPRESS).