Dopo i recenti casi di abbandono di neonati, nasce a Trapani una “culla per la vita” nella parrocchia San Pietro

  • In TRAPANI
  • 15 Dicembre 2022
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Dopo i recenti casi di abbandono di neonati, nasce a Trapani una “culla per la vita” nella parrocchia San Pietro

Sarà attiva dal prossimo anno. Domenica la benedizione del vescovo

Domenica prossima 18 dicembre dopo la Santa Messa delle 11 (dunque alle 12 circa) sarà benedetta dal vescovo Pietro Maria Fragnelli la “culla per la vita” che sarà ospitata presso la parrocchia “San Pietro” nel centro storico di Trapani.

Si tratta di una culla inserita nella parete di una stanza con uno sportello esterno: un vero e proprio dispositivo dotato di un sistema di allarme che scatterà nel momento in cui sarà aperto lo sportello ed adagiato un bambino. Lo sportello della culla, una volta chiuso, non si potrà riaprire dall’esterno mentre il sistema di allarme, rilevata la presenza del neonato, invierà un segnale che permetterà di poter prestare soccorso nel più breve tempo possibile.

La “culla” è dotata anche di un sistema di videosorveglianza che riprende però esclusivamente il cuscino dove viene depositato il neonato, garantendo assoluta riservatezza all’esterno.

“Negli ultimi anni la nostra provincia è stata toccata da due eventi di abbandono di neonati: il primo, nel novembre del 2020, quando un bambino appena nato è stato ritrovato morto nell’androne di un palazzo e l’altro, quello del piccolo Francesco Alberto, ritrovato in un sacchetto lo scorso mese di ottobre nelle campagne di Paceco. Dopo un confronto con il vescovo e con le autorità sanitarie – dice il parroco don Giuseppe Bruccoleri –   ci siamo sentiti interpellati e abbiamo deciso di realizzare questo dispositivo anche nella nostra comunità. Sappiamo che le donne nel nostro paese hanno la possibilità di partorire in anonimato e di lasciare il bambino in ospedale e non vogliamo né sostituirci alla legge né boicottarla nel suo senso più profondo, ma offrire un ulteriore alternativa al gesto estremo di abbandono di bimbi appena nati offrendo l’opportunità di lasciare il neonato nella certezza che grazie ad un sofisticato sistema di controllo quel bambino troverà nell’immediato persone e sanitari pronti a prendersene cura. Le ruote degli esposti nate nel Medioevo per ospitare i neonati abbandonati dalle madri in difficoltà, sono sopravvissute in Italia fino all’inizio degli anni venti del ‘900 – aggiunge don Bruccoleri – Queste ruote erano presenti anche a Trapani, tra queste, una era situata nella via Cassaretto nel vecchio ospedale di San’Antonio, un’altra nei pressi della Cappella della Trinità appartenente all’antico monastero delle Benedettine di via Orfane, la collocazione di quest’ultima è ancora facilmente riconoscibile in una finestra murata nella quale era allocata la Ruota. Il triste fenomeno dell’abbandono dei neonati purtroppo però non è rimasto un ricordo del passato. Fu così che nel 1992 il dottor Giuseppe Garrone, fondatore del Movimento per la Vita di Casale Monferrato, ebbe l’intuizione di riproporre la ruote in una versione moderna. La prima ‘culla per la vita’ venne realizzata in Italia nel 1995. Da allora nel territorio nazionale ne sono state costruite una cinquantina”.

La culla per la vita sarà attiva dall’inizio del nuovo anno dopo che sarà perfezionato il protocollo di intervento tra la Parrocchia S. Pietro, l’Asp di Trapani e il servizio del 118.

La culla è stata realizzata grazie ad una donazione di quasi 5mila euro da parte dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri di Trapani cui si sono aggiunti contributi dei fedeli per altre spese necessarie.

La benedizione di domenica prossima rientra nel programma di Avvento “dalla parte dei bambini” voluto dal vescovo Pietro Maria Fragnelli. Sarà preceduta da un interessante momento informativo sulle adozioni (sabato 17 ore 16.30 in Seminario) mentre nel pomeriggio di domenica ( ore 16) si terrà una festa a tema natalizio presso l’Istituto dell’Incoronata ad Erice con i bambini dei 9 centri di aggregazione per i minori della Caritas diocesana e i piccoli ucraini che sono ospitati nella struttura grazie ai fondi dell’8 per mille della Diocesi e del progetto “Apri Ucraina” di Caritas italiana. Giochi, canti e testi natalizi con l’apertura dei regali che i bambini trapanesi hanno deciso di donare ai bimbi ucraini giunti in città nel maggio scorso.

comunicato stampa

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  • Meloni “Il Governo durerà 5 anni, serve tempo per scelte strategiche”
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  • Sanremo, Amadeus e Morandi svelano i duetti da Fiorello
    by Redazione on 30 Gennaio 2023 at 08:50

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  • Ucraina, Crosetto “Faremo di tutto per fare finire le guerra”
    by Redazione on 30 Gennaio 2023 at 06:56

    ROMA (ITALPRESS) - "Spero che gli scontri fisici si evitino, che il sangue cessi di chiamare altro sangue. Ciò detto, solo se l'Ucraina reggerà l'impatto di un nuovo attacco può darsi che si creino le condizioni per provare finalmente a sedersi e a dialogare. Ma il dialogo sarà difficile, la Russia non ha intenzione di lasciare i territori ucraini che ha occupato". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista al Corriere della Sera, aggiungendo che "la verità è che nessuno la vuole la guerra e l'obiettivo del Governo e fare di tutto tutto per farla finire. Dobbiamo spiegare all'opinione pubblica che sono i russi a volere l'escalation, per non lasciar passare la menzogna che siano gli altri, cioè tutti noi, a non cercare la pace. Se nessun carro armato russo avesse varcato il confine dell'Ucraina non si troveranno in questa situazione". Secondo Crosetto "dobbiamo trattare la vicenda come la stiamo trattando, aiutando l'Ucraina a difendersi e a ripristinare il diritto internazionale sul suo territorio. Ma penso anche che sia sbagliato trattare tutto il popolo russo come fosse un nemico. Dobbiamo lasciare dei canali di dialogo aperti". (ITALPRESS). -foto Italpress-

  • Pedopornografia, blitz in tutta Italia: 5 arresti e 26 denunce
    by Redazione on 30 Gennaio 2023 at 06:50

    FIRENZE (ITALPRESS) - Operazione in tutta Italia contro la pedopornografia. Il Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica della Polizia Postale per la Toscana, diretto dal gruppo reati informatici della Procura di Firenze, ha arrestato cinque persone per detenzione di ingente quantità di materiale pedopornografico e ne ha denunciate altre 26. L'attività si inserisce nella più ampia operazione "Dictum" - supportata operativamente dal Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online del Servizio Polizia Postale ed originata da un'indagine del C.O.S.C. della Polizia Postale per la Lombardia - che ha visto coinvolti oltre 1.700 utenti residenti in Italia, 31 dei quali in Toscana, che si procacciavano materiale pedopornografico attraverso un noto servizio di cloud storage estero. Gli elementi emersi nel corso dell'attività investigativa, curata dalla Sezione specializzata del C.O.S.C. della Polizia Postale per la Toscana, hanno permesso alla Procura di Firenze di emettere provvedimenti di perquisizione informatica a carico di tutti i 31 utilizzatori degli account individuati in ambito regionale. "Le sofisticate tecniche di analisi utilizzate dagli investigatori del C.O.S.C. della Polizia Postale per la "Toscana" sui dispositivi informatici sequestrati agli indagati - sottolineano gli inquirenti - hanno consentito di accertare che molti di loro si servivano della navigazione anonima su internet per non essere rintracciati. Il materiale illecito scaricato da internet veniva catalogato in base alla tipologia, per poter essere rapidamente individuato, per soddisfare il desiderio del momento o per condividerlo con altri utenti". Ulteriore tratto comune è dato "dallo svolgimento di attività lavorativa o extra-lavorativa che consentiva contatti quotidiani con bambini in tenera età. Ad esempio, uno degli arrestati era autista di scuolabus, un altro catechista, mentre altri due avevano rapporti con figli o parenti di fascia di età tra 1 e 8 anni". Per cinque degli indagati, "oltre alla gravità del fatto, desumibile dalla detenzione di migliaia di immagini e video raffiguranti bambini, anche in tenera età, coinvolti in atti sessuali con adulti o con altri minori, oltre che in atti di autoerotismo", è stata accertata anche la pericolosità, in quanto, concludono gli inquirenti, "stabilmente dediti alla raccolta e allo scambio di materiale pornografico realizzato con l'impiego di minori degli anni 18". - foto ufficio stampa Polizia di Stato - (ITALPRESS).