Coronavirus, lettera aperta del sindaco di Trapani alla città

Coronavirus, lettera aperta del sindaco di Trapani alla città

Grazie ai trapanesi, alle donne e agli uomini sul fronte, a tutti i benefattori

#Trapanirestaacasa


…resiste ma non vuole arrendersi…Trapani rinascerà, più forte!
Grazie ai trapanesi, alle donne e agli uomini sul fronte, a tutti i benefattori. 

Trapani che resiste al coronavirus è fatta di donne e uomini che, seppur con umana paura del contagio e di ammalarsi, oggi, privandosi della propria libertà ed abitudini, con alto senso civico garantiscono il diritto alla salute e un futuro a tutti noi. 

Grazie .

Trapani che resiste è quella che si spende rischiando:

in prima linea il personale medico e paramedico negli ospedali;

in strada le Forze dell’Ordine, i Vigili Urbani, i Vigili del Fuoco e  l’Esercito per garantire continua vigilanza ed assistenza, così come la Polizia Penitenziaria nelle carceri.
Grazie a queste donne e uomini dalla diversa divisa che lavorano incessantemente a tutela della nostra salute e libertà.

Trapani che resiste è quella delle Parrocchie, della Caritas, dei gruppi di Famiglie, dei Volontari tutti dalla Croce Rossa Italiana alla Protezione Civile, alle Associazioni giovanili e non. Anche costoro sono in campo rischiando in prima persona nel dare una mano a chi ne ha bisogno.
Grazie a questi missionari di fede, di generosità e di bontà d’animo.

Trapani che resiste anche grazie ai tanti benefattori individuali o in gruppo, ai piccoli artigiani e alle grandi ditte che, con donazioni e sottoscrizioni, tanto in prodotti, merci, attrezzature o denaro, stanno sostenendo l’Asp e la macchina comunale nel far fronte all’emergenza dei nuovi poveri… tantissimi, troppi purtroppo,non garantiti da previdenze socio assistenziali e resi ancora più vulnerabili per l‘impossibilità di sbarcare lunario e arrivare a fine mese con lavori saltuari. 

Grazie.

Trapani che resiste è quella degli operatori ecologici, dei lavoratori impegnati nei servizi pubblici di mobilità così come di quelli addetti ai servizi essenziali, ivi compresi gli impiegati comunali e delle pubbliche amministrazioni, in o senza smart working, coralmente uniti nel non far fermare la Città e continuare a rendere un servizio alla comunità. 

Grazie.

Trapani che resiste è quella che ringrazia e si stringe attorno alledonne e agli uomini- spesso e a malapena dotati di mascherina di fortuna- dei servizi della filiera alimentare dai supermercati ai panifici agli ortofrutta, delle farmacie e delle attività che erogano i servizi primari ed essenziali per garantirci la fornitura dei beni di prima necessità e sopravvivenza. Grazie a ciascuno di loro.

Trapani che resiste dalle campagne al porto, dai quartieri alle frazioni, al centro storico, è quella delle famiglie e dei loro bambini,sostenuti a distanza dagli insegnanti; è quella degli anziani e disabili,sostenuti dagli operatori socio-sanitari e volontari. 

Grazie. 

Trapani che resiste non  accompagnerà la processione dei Misteri nella Settimana Santa ma si stringerà ugualmente nell’intima resurrezione spirituale.

 

Trapani che resiste unita e commossa nell’ascolto di una tromba che da un balcone ha diffuso le note dell’inno nazionale e vuole che nelle nostre città, nel paese, nel mondo, cessi questa ennesima guerra che ha fatto già tantissime vittime.

Trapani che resiste è quella di chi oggi a casa piange, si dispera e prega in memoria di un congiunto che non può andare a trovare con un fiore al cimitero, al momento chiuso per tutela sanitaria; o di chi, rimasto bloccato dal fermo nazionale fuori dalla nostra terra, ha potuto vedere e salutare per l’ultima volta il caro defunto solo tramite un freddo collegamento telefonico.

 

Trapani che resiste è quella dei tanti genitori che, in ansia per i figli fuori sede rimasti al nord o in un paese straniero, trascorrono intere giornate al telefono per sentirli vicini e rassicurarsi sul loro stato di salute.


Trapani che resiste è quella dei tanti nuovi disoccupati che hanno perso il lavoro, tanto qui quanto nelle fabbriche al nord o all’estero, e che non hanno avuto la possibilità di tornare;ed è quella dei tanti che oggi,rientrati e isolati in quarantena precauzionale, almeno sono vicini alle loro famiglie. 


Trapani che resiste è quella che continua a stringere la cinghia; è quella che ha subito la crisi economica di questi ultimi anni determinata anche dal tracollo dell’aeroporto di Birgi: migliaia di piccole imprese del comparto turistico, ricettivo e dei servizi annessi e complementari, come della filiera agroalimentare e del pescato, del commercio, artigianato e industria. 

Trapani che resiste, come le Città viciniori e non solo, è fatta di tantissime storie,tutte diversamente uguali, che nel dolore condiviso ci ricordano il valore di una Comunità che non deve perdere la speranza ma ricominciare a pensare e reagire. 

Trapani che resiste e che non vuole arrendersi … oggi, anche se con le saracinesche abbassate vuole comunque tornare a riaprirle, a scommettersi e a non mollare.

Trapani rinascerà più matura e consapevole sulle macerie, sui sacrifici e privazioni di queste settimane terribili e, dunque  più forte, responsabile e solidale. 

Trapani tornerà a vivere  con l’energia e la forza di una Comunità che saprà rimettersi in cammino,che saprà ancora una volta risalire la china e guardare il volo di un gabbiano con voglia e speranza di futuro. 

Tutti insieme non possiamo, non vogliamo né dobbiamo mollare.

Non abbasseremo la guardia e per tutto il tempo necessario. 

Dobbiamo farcela.

Grazie ancora ai trapanesi, alle donne e agli uomini sul fronte, a tutti i benefattori

Trapani tornerà a sorridere


#andratuttobene

 

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